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Qui in “provincia”, ad El Quseir, in moto si va almeno in 3, ovviamente senza casco, continuando a suonare il clacson per liberare la strada dai pedoni, che per la verità neanche ci badano.
Ho visto anche moto più cariche: una intera famiglia di 5 persone. Padre e madre con in braccio un neonato, un bambino sul serbatoio fra le braccia del padre e uno nel portabagagli posteriore che di solito è fatto da una cassetta di legno o plastica. E la madre sta seduta alla “amazzone” con un invidiabile senso di equilibrio.
L’Egitto è una nazione islamica con un regime politico non proprio democratico. I luoghi comuni parlano di donna sottomessa all’uomo, e certamente sarà così in molte occasioni. Ma qui ad El Quseir ho visto donne capoufficio in aziende pubbliche come quella elettrica, donne che gestiscono un negozio per esempio di abbigliamento o tipo profumeria, donne che lavorano in banca…. E guardando gli studenti che escono dalle scuole locali dalle “elementari” alle “superiori”, la maggioranza sono senz’altro ragazze. Così penso che in futuro sarà più facile e più diffusa l’emancipazione femminile.



Forse nelle grandi città è diverso, ma qui ad El Quseir i negozi aprono “a piacere” ovviamente del proprietario/gestore. Anche il venerdì, giorno di festa per i mussulmani, solo gli uffici pubblici e le banche sono rigorosamente chiusi, mentre alimentari, negozi per ricariche telefoniche, di abbigliamento, ecc. sono aperti almeno per parte del giorno se non tutto. In cambio si può trovare il negozio chiuso nelle ore (quotidiane!) della preghiera, anche solo per 10 minuti.
E per i cattolici copti….? Quelli che lavorano di domenica hanno una funzione per loro il venerdì


