…. E IN CITTA’?


Il traffico in Egitto è caotico in ogni borgo e città. Ma più le dimensioni sono grandi, più diventa anche pericoloso Attraversare la strada al Cairo o ad Alessandria è un’avventura se non si è ad un semaforo. Gli egiziani, scherzando dicono che tanto, anche se qualcuno muore, dato il numero degli abitanti, nessuno se ne accorge o ne sente la mancanza……

CUCINA EGIZIANA 1

La cucina egiziana è ricca di sapori speziati e legumi. Ecco una delle ricette più celebri e rappresentative:

  • Ful Medames: Piatto nazionale a base di fave secche cotte a lungo e schiacciate, condite con olio d’oliva, aglio, succo di limone, prezzemolo e cumino. È il re della colazione egiziana, servito caldo con pane baladi.

LAUREA

In Egitto, la situazione dell’istruzione superiore mostra una forte presenza femminile, con una percentuale di laureate spesso elevata, a volte persino superiore a quella maschile in specifici percorsi accademici. Tuttavia, questo successo accademico delle donne non si traduce equamente nel mercato del lavoro, dove le laureate affrontano tassi di disoccupazione più alti rispetto agli uomini.
Le donne egiziane incontrano ostacoli culturali e sociali nell’inserimento lavorativo dopo la laurea.

LA DANZA DEL VENTRE

La danza del ventre, nota in Egitto come Raqs Sharqi, è un’antica espressione artistica e culturale, caratterizzata da movimenti sinuosi dell’addome e dei fianchi. Sebbene storicamente radicata, ormai è praticata da ballerine straniere perchè, a causa del conservatorismo religioso, è ritenuta un’attività poco rispettabile.

SIWA

Siwa è un’oasi del deserto libico, che appartiene all’Egitto e si trova a circa 300 chilometri dalla costa del Mar Mediterraneo, nel territorio del governatorato di Matruh, quasi al confine con la Libia. Una strada la collega al capoluogo Marsa Matruh a nord, nonché all’oasi di Bahariya a est.

I TEMPLI REGALATI

La costruzione della diga di Assuan costrinse a spostare alcuni templi che sarebbero stati sommersi dall’acqua: quelli funerari di Ab Simbel dedicati a Ramses II e alla moglie Nefertari; quello di Philae ad Assuan. Ma i siti che avevano questo destino erano numerosi e in alcuni casi vennero donati alle nazioni che avevano contribuito in qualche modo alla costruzione della diga. Per esempio in Italia, al Museo Egizio di Torino c’è il tempio di Ellesija. Altri templi sono a New York (Metropolitan), Madrid, Berlino, ecc.